posizionamento su Google inutile e non durevole

Sono posizionato su Google ma non vendo: ecco un posizionamento fallimentare

Una ipotetica chiave di ricerca da migliaia di impressioni al mese su Google è composta da traffico che potrebbe convertire e traffico che potrebbe non convertire. Chi cerca una trapunta, un bicchiere, una stufa, un servizio qualunque può farlo in momenti diversi, con conoscenza diversa, con esigenze diverse. Ciò significa che la stessa persona concorre più volte e con propensione all’acquisto diversa a pompare e falsare il volume di ricerca. 

Traffico sterile

Identificherei in tutte quelle keyword che vengono utilizzate da utenti A CONOSCENZA ZERO e utenti che APPROFONDISCONO una percentuale molto alta di traffico sterile o improduttivo se i sitiweb non attuano misure come funnel di vendita e remarketing . In ogni caso, visto che parliamo di utilità per vendere grazie alla seo, le possibilità che un utente all’inizio del suo percorso decisionale d’acquisto (bassa propensione all’acquisto) compri sono pari a zero.

Questo concetto vale per tutto non solo per gli ecommerce… se il mio business è comprare e vendere orologi, per determinate keyword è la pagina che spinge l’utente a richiedere una valutazione dell’orologio a dover essere posizionata… NON la home (ammesso che non coincidano) o l’articolo quanto vale un Rolex.

Ciò significa che anche posizionare il documento che risponde all’intento sbagliato oltre che difficile e dispendioso risulta improduttivo. 

Ovvio che questo non è l’unico aspetto da tener conto per generare una vendita, ma se il tuo brand è ormai conosciuto, la tua azienda è reale, lavori da anni nel settore, hai scelto di fare seo dopo aver strutturato un piano di marketing, il sito è bello hai pensato al percorso d’acquisto all’esperienza utente e tutte le cosette belle del web E NON VENDI IL GIUSTO è bene che tu mi contatti per analizzare l’intento temporale delle tue keyword.

Esempio di posizionamento sterile e NON durevole nel tempo

Nel suo blog un collega seo specialist nel 2014, spiegando egregiamente il concetto di “intenzione di ricerca” citò il posizionamento riuscito di una keyword,  MacBook Air 13 e disse che per posizionarsi in modo durevole su Google, Non serve ottimizzare il Title per chissà quale “chiave profittevole correlata” . Puoi posizionarti per quella chiave ad altissima competizione semplicemente scrivendo una recensione completa e circostanziata su un MacBook Air 13.

Ricordo perfettamente che nel 2014 quella keyword realmente era posizionata MA oggi non c’è più… perchè? Forse la “mia teoria dell’intento temporale può dare una spiegazione logica.

Il sito in questione ERA posizionato con UNA RISORSA INFORMATIVA (https://www.techstation.it/articoli/macbook-air-13-2014-recensione/considerazioni-593.html) “senza badare a keyword profittevoli o correlate” , oggi quel posizionamento a distanza di un paio di anni (A DIRE IL VERO DOPO POCHI MESI) NON ESISTE PIU’… PERCHE’?

Analizziamo il motivo probabile di questo calo

 

Oggi quel documento web si trova in 48° posizione per quella keyword, ben lontano dalla prima pagina di fine 2014.

Analisi degli intenti

Analizzando quella serp con il mio metodo delle keyword ad intento temporale noto che le parole chiave correlate mostrano maggiormente un intento degli utenti a carattere commerciale (prezzo, mediaworld, offerta) e non informativo (recensione). Già nel 2014 io analizzavo le serp in questo modo e se l’autore di questo articolo mi avesse chiesto se era meglio scrivere un contenuto basandosi sull’intento informativo o commerciale gli avrei risposto: se non vendi quel prodotto è inutile che ti posizioni.

Analisi intento temporale

Perchè le persone digitano questa query? che bisogno devono soddisfare? L’acquisto o ricevere informazioni? e soprattutto, quando decidono di digitare questa keyword in che momento del percorso d’acquisto si trovano? Per come Google ha composto oggi le serp, mi viene di pensare che gli utenti hanno mostrato oltre al bisogno di comprare anche il bisogno di “farlo più o meno nell’immediato”. Dunque gli utenti che digitano quella keyword hanno un intento temporale commerciale urgente, ovvero vogliono o farsi influenzare o comprare direttamente.

Chi cerca quella query?

Gli utenti che digitano quella parola chiave, dimostrano di essere già a conoscenza del fatto che quel prodotto esiste (la scoperta dell’acqua calda). la cosa che NON viene mai analizzata è che gli utenti sono arrivati a tale conoscenza perchè ne hanno sentito parlare da qualche parte e hanno già ottenuto con molta probabilità informazioni tali da portarli a ricercare quella keyword su Google.

Gli utenti quando effettuano una ricerca così specifica, mostrano di aver già attraversato la prima parte del processo decisionale di acquisto (quello informativo), adesso hanno bisogno solo di farsi influenzare nella decisione d’acquisto finale o di comprare. Se dunque è così, come si può mai sperare che DURI A LUNGO il posizionamento di una pagina informativa per una parola chiave commerciale dove l’utente “dimostra” che NON ha bisogno di informazioni per sapere cos’è un prodotto ma di informazioni per sapere dove, da chi, conviene acquistare?

Quando non si pensa al processo d’acquisto che sta dietro una query di ricerca, anche le conversioni tendono a essere inferiori alle aspettative perchè l’utente che ha bisogno di informazioni commerciali se entra in una pagina che spiega la storia del prodotto tende ad abbandonarla, anche se il sito è il più bello che esiste, NON SERVE.

Essere posizionato per le keyword commerciali che “celano” un intento commerciale temporale abbastanza urgente e urgente ha questi vantaggi:

  • Posizionamento più durevole
  • Posizionamento più profittevole

E visto che chi si avvicina alla seo lo fa per avere uno strumento pubblicitario che duri più a lungo, anche quando non si ha budget da investire e porti costantemente soldi, è praticamente CONTROPRODUCENTE, ANTISEO perdere 10 ore a scrivere un contenuto che non rispetti l’intento commerciale temporale delle parole.

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